i miracoli della mente naturale – Wangyal

Nella vita normale le apparenze esterne ci distolgono dai nostri pensieri, ma in un ritiro al buio manca completamente questo tipo di distrazioni, cosi che diventa assai più difficile cadere preda di visioni create dalla propria mente, che possono portare anche alla pazzia.

Mi sembrava mancare quel legame tra maestro e discepolo in cui il maestro assegna un metodo, lo studente lo mette in pratica e ritorna a riferire al maestro la sua esperienza.

Invece di concretezza c’era molta superficialità, e mi sembrava che molti preferissero aspettare con fede cieca l’avvento di qualcosa di misterioso invece di darsi da fare per avere un esperienza diretta.

Per preservare gli insegnamenti, occorre sviluppare e coltivare una specifica, particolare visione spirituale.

Il “bon” è l’antica religione pre buddista autoctona del tibet e significa dharma o verita.

Secondo il “bon” le cinque passioni (ignoranza, attaccamento, ira, invidia, e orgoglio) sono la causa principale di tutti i problemi della vita e della trasmigrazione del samsara. Sono anche chiamati i 5 veleni, perche letali per gli uomini….rinuncia della trasformazione e dell’auto liberazione

Non si tratta di rifiutare le passioni, ma di trasformale in ausilii per la pratica. L’adepto tantricoè come un medico che trasforma la pianta velenosa in medicamento. Il pavone infine si nutre tranquillamente di piante velenose perché ha la capacita di usare l’ energia contenuta nel veleno per accrescere la propria bellezza.

Per conoscere il vero stato non c’è bisogno di un maestro: il maestro chiarisce e conferma l’ esperienza che il praticante fa della propria saggezza innata. Ovvero ciò che il praticante conosce già.

Ritengo che si debba essere molto felici per essere venuti in contatto con insegnamenti spirituali e per poter ricevere istruzioni e spiegazioni in modo cosi diretto. E’ un ottima cosa riconoscerne il valore e avere la possibilità e la volontà di metterli in pratica. Limitarsi a conoscere l’ alto valore degli insegnamenti non è abbastanza: occorre l’ intenzione di metterli in pratica e poi dare corpo l’intenzione. Poi una volta iniziato a seguirli e praticarli gli insegnamenti devono diventare l’ interesse principale della vita, la cosa più preziosa in nostro possesso.

L’esempio tradizionale è il burro: il burro esiste già nel latte, ma per ottenerlo dobbiamo sbattere il latte

Non si devono battere le palpebre, ne inibire lo scorrimento delle tre acque , il muco dal naso e le lacrime dagli occhi. Questi liquidi devono poter fluire liberamente.

La prima immagine che si applica è una tartaruga messa in un vaso: la tartaruga non ha niente da fare e rimane in uno stato senza pensieri. Questo è il segno dell’ essere entrati in se stessi. ,la seconda immagine è dell’ acqua fatta passare dentro a un tubo, è un segno che il flusso mentale è incanalato e stabile senza essere trascinato di qua e di la dai pensieri.
La terza immagine è un ape che si ferma il più a lungo possibile su un fiore per suggere il nettare – questo segno indica che la mente è rilassata e gioiosa, priva di momenti di pensieri, ma attaccata allo stato di calma che sta sperimentando.

Nello stato di contemplazione c’è il riconoscimento che tutta la realtà esterna è una proiezione dello stato interno.

I sensi sono spensierati e possono funzionare tuti assieme senza interferire l’ uno con l’altro.
Non dobbiamo limitare la ns pratica alle sedute di meditazione senza integrarla con tutte le azioni della giornata. Integrare la contemplazione con la vita quotidiana trasforma tutta la vita in pratica, e può condurre all’ ottenimento della realizzazione in questa stessa vita.

Dobbiamo essere capaci di integrare la presenza con tutte le circostanze e le situazioni. Dobbiamo integrare tanto con il negativo che con il positivo. Dobbiamo capire che essere liberi di fare qualunque cosa significa anche essere liberi di non farla.

Se accendiamo una luce dentro una casa, la luce viene proiettata all’esterno attraverso le finestre; allo stesso modo , la luce interiore è proiettata dallo spazio vuoto dei ns elementi interni, passando attraverso le coscienze sensoriali nello spazio esterno.

Bu: il figlio

Siamo come una lampada che un soffio di vento può spegnere, cioè la nostra pratica può venire facilmente distratta dai movimenti dell’energia quali i pensieri e le passioni. Per questo motivo tutte le azioni di parole, corpro e mente devono essere positive e virtuose, e dobbiamo rinunciare a tutto ciò che sia di ostacolo alla pratica. Il consiglio è di ricercare solo le cose e le circostanze che favoriscono la pratica, (lavoro, famiglia, cibi, pensieri, bevande) evitando tutto ciò che potrebbe ostacolarla.

Non assegno a niente un valore particolare perché tutto è ugualmente prezioso.

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