Dalla parte degli ultimi – di L. Varesio

Non bisogna prendere mezze misure nella vita. Non bisogna delegare agli altri quello che spetta di fare a noi.

Non basta il denaro. È doveroso interessarsi personalmente e verificare che essi siano affrontati e risolti.

Molte persone in seguito a difficoltà, traumi, rotture con il nucleo familiare originario, si sentono sfiduciate, imapurite, incapaci di tentare nuove relazioni. Sono casi di vera e propria morte psicologica.

Se “diamo tempo agli altri di esprimersi”, si aiuta ad avere la capacità di sapere cosa vogliono. Molte volte ascoltiamo il “nostro modo” di vedere l’altro e non ascoltiamo l’altro.
Quindi dobbiamo avere competenza:
– Psicologica
– Sociologica
– Spirituale

Noi non dobbiamo essere la “voce” degli altri, dobbiamo spingere gli altri ad avere una “voce”: a parlare, a a chiedere, a fare valere i propri diritti. Gli uomini si liberano nella comunicazione e nella condivisione.

Il compito di chi si dice “credente” è di rendere più umana la vita umana.

Decine e decine di persone normali, precipitate nella povertà. Le cause sono molteplici e le ho già dette più volte. Spesso è la disgregazione familiare. Gente di buona famiglia, ma inquella famiglia non ci si capisce più.

“c’è chi ha fede in Dio e chi ha fiducia nell’uomo”, diceva, “l’importante è avere voglia di rimboccarsi le maniche per aiutare gli ultimi, quelli che fanno più fatica”.

..aveva la capacità di vedere la bellezza dell’uomo dove gli altri vedevano solo disperazione e degrado, e riusciva a valorizzare le capacità residue di persone le cui vite sembravano irreparabilmente segnate dal dolore. Tutto questo con una grande consapevolezza. Diceva: “ non dobbiamo pensare di risolvere la vita delle persone, ma offrire loro un’autentica amicizia, una prospettiva diversa”.

….tante volte Lia mi ha preso per i capelli e mi ha fatto ragionare, perché se no, avrei tentato il suicidio e ci sarei forse anche riuscita. Lia mi ha fatto capire che non scende la manna dal cielo, ma che bisogna darsi da fare. “io ti do una mano – mi diceva – ma tu mi devi dimostrare che veramente vuoi cambiare”.

…guarda anche a me oggi uno mi ha mandato furoi di testa. Avrei spaccato la sua, di testa. Ma non l’ho fatto, perché mi sono controllata. Se non inizi a controllarti, tu non riuscirai mai a dominarti. Devi provare. Devi anche saper dimenticare, altrimenti ingigantisci i problemi e a volte finisci per fissarti su dei piccoli torti che in realtà sono delle fesserie….

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