Fare la scelta giusta – di A. Grun

In ogni momento della nostra quotidianità dobbiamo decidere o di essere vittime o di gestire la nostra vita. Possiamo deciderci o per il lamento o per il cambiamenti, o per la rabbia o per la serenità interiore, o per la mancanza di felicità o per la felicità.

“devi sapere che gli dèi non concedono agli uomini senza sforzo o fatica quello che è buono e auspicabile”:

quando leggiamo le parole di Gesù, ci sentiamo provocati a fuggire da un vivacchiare consapevole, a deciderci per la vita e per l’amore. Qui la decisione ha a che fare con il risvegliarsi dal sonno nel quale noi stessi siamo sproforndati cantandoci una ninna nanna.

Sta a te come affrontare la tua povertà, il tuo pianto e la tua fame.

Abbiamo biosgno di un cibo diverso, che ci sazi veramente. Se lasciamo cadere la parola di Dio nel nostro cuore, allora la nostra anima sarà saziata.
La vera fame è quella di amore e affetto, la fame di essere accolti e di avere la pace interiore. Questa fame non viene saziata dal pane, ma da quella Parola che mi promette di essere amato incondizionattamente.

La tua ricchezza può sfumare, la tua risata si può traformare in pianto e la tua sazietà in fame. Fa in modo di non sentirti troppo sicuro. La tua vita si può trasformare nel contrario. Niente di quello che tu ora hai è sicuro. Non ti puoi riposare sugli allori della tua situazione attuale. Per questo deciditi per la vita.

Se blocchi la fame interiore mangiando e bevendo, allora interiormente avrai sempre più fame.

La prudenza è la capacità i “comprendere istantaneamnete una situazione inaspettata e di decidersi con la massima prontezza”.

Solo se ho davanti agli occhi il traguardo, posso prendere decisioni prudenti per questo momento.

..e dell’essenza dell’uomo fa parte di essere in sé decisione. . l’uomo non solo decide continuamente, ma essenzialmente decisione. Non si limita a vivere; questo contraddirebbe la sua essenza. In quanto uomo deve prendere una decisione per sé e per il suo essere storico, altriemnti viene meno al suo essere uomo.

Un grosso ostacolo a poter prendere decisioni è la mancanza di un’esperienza paterna. Il padre ha il compito di sostenerci perché nella vita osiamo, perché affrontiamo un rischio e perché prendiamo le decisioni che ci fanno andare avanti.

c.g.Jung: “ non fa la storia chi non osa mettere a repentaglio la propria vita, portando a termine l’esperimento che è proprio della sua stessa vita”.

Il secondo passo per arrivare a una decisione è rimanere fedeli a se stessi e non dipendere dalla reazione degli altri. Molti non osano decidersi perché riflettono di continuo su che cosa gli altri direbbero delle loro decisioni.

Riteniamo che l’istinto sia irrazionale, ma questo non è vero. Le neuroscienze hanno scoperto che dalle viscere vengono indirizzate informazioni importanti al cervello. “la maggioranza dei funicoli nervosi va dall’intestino al cervello e non viceversa. Questo significa che le viscere procurano costantemente informazioni e segnali al cervello.” L’intestino ha la sua intelligenza, ha soprattuttoun’intelligenza emozionale. E le viscere sono proprio brave a giudicare le relazioni.

Un aiuto a prendere le decisioni è la preghiera.

H.Jonas formula il principio: “agisci in modo tale che gli effetti delle tue azioni siano compatibili con la permanenza di vita umana vera sulla terra”.

I genitori si assumono la responsabilità del bambino nella sua interezza, del suo corpo e della sua anima, del suo benessere qui e ora e della sua crescita in futuro. Sono responsabili dell’educaione, del carattere, del sapere e del comportamento del bambino.

Tutto quello che facciamo ha effetti sul mondo. Ogni pensiero che esprimiamo si ripercuote sul mondo. A. Einstein ha detto una volta “un pensiero che è stato espresso non può più essere annullato”.

Evidentemnete i rituali danno all’uomo l’energia necessaria per sostenere fino in fondo la decisione che ha preso per la propria vita e danno alla persona coinvolta il senso di responsabilità, ma anche di chiarezza e sicurezza, rispetto a coloro di fronte ai quali il rituale è compiuto. Ora mi sono deciso per questo ruolo, per questo compito. Ora mi assumo anche la responsabilità di questo compito.

“chiunque mette mano all’aratro e poi si volta indietro, non è adatto per il regno di Dio”. (Lc 9,62).
Con questa frase Gesù ci sollecita a fidarsi delle ns sensazioni.
Se avvertiamo in noi la giustezza di una decisione, allora dovremmo prenderela senza premunirci sotto tutti i punti di vista.

Vivere con un partner indeciso, a lungo andare è molto stressante. Si sente la mancanza dell’impegno e della chiarezza. Non si può far conto su niente. L’altro promette qualcosa, ma non si decide per quello che ha promesso.
Esperienza del genere spesso stancano la moglie, che no ha più voglia di lottare. Non può più fidarsi del marito. Non vede nulla di quello che lui le ha promesso.

Molte relazioni finiscono in crisi, per chè sono costruite sull’indecisione.

Quando le coppie di coniugi si decidono consapevolmente l’uno per l’altra, questa decisione dona una nuova qualità alal relazione. E se questa decisione viene compiuta in un rituale pubblico, allora questo è di grande aiuto per la relazione. In un tale rituale emerge sempre anche il carattere vincolante. Oggi però molti giovani hanno difficoltà con i vincoli. Ma “se rigetto la durata e il carattere vincolante a priori, non mi lascio coinvolgere nella relazione e la relativizzo a priori”.

La fede mi può aiutare a domandarmi nel mezzo della mia situazione dolorosa: perchè per esempio sono stato colpito da una malattia, perché ho difficoltà economiche, perché devo affronatre diversi problemi: che cosa mi vuol dire Dio in questo modo? La mia situaizone non è anche una sfida ad andare anceh su un atro piano, sul piano spirituale , nel quale mi sento legato a Dio sotto ogni aspetto? Il caos esteriore non è che un invito a penetrare nello spazion interiore, nel quale sono in armonia con me stesso, nel quale sono integro e completo, perché Dio abita in me??

Proprio nella prima fase del processo decisionale, è importante che ciascuno – in famiglia, in un gruppo, in azienda – si esprima e che noi non lo contraddiciamo immediatamente. È necessaria l’arte di saper ascoltare e di lasciar mettere in questione la propria opinione. Quello che l’altro dice deve essere confrontato con i propri sentimenti e argomenti. E si dovrebbe accettare così com’è l’opinione degli altri.

Anhce le aziende hanno le loro commissioni consultive, ma spesso il loro lavoro è inutile, perché non ci si lascia davvero consigliare, ma si estrapola solo quello che corrisponde alla propria opinione. In questo modo non si possono prendere decisioni davvero sagge e orientative.

A voi, cari lettori, care lettrici, vorrei dire: fidatevi della vostra coscienza. È la norma più alta in base alla quale prendere le decisioni. Dio stesso vi ha donato la coscienza, un senso ineriore di quello che è giusto. Se la vostra coscienza è troppo paurosa o scrupolosa, allora cercate aiuto.
Così vi auguro che le molte decisioni che avete da prendere nella vostra vita vengano prese a partire da questa istanza interiore della coscienza e che dalle vostre decisioni provenga la benedizione per voi stessi e per gli altri.

Ogni giorno dobbiamo decidere. Alcuni saltellano da una cosa all’altra senza decidersi consapevolente per l’una o per l’altra. Non rimangono fedeli a una decisione. Così l’inquietudine entra nella loro vita.

La parola “decisione” deriva dal latino decisio (taglio separazione).

Cari lettori e care lettrici, che vi decidiate sempre per la vita, che prendiate decisioni che diano una direzione chiara alla vostra vita, che la facciano fiorire. E vi auguro la chiarezza interiore nelle vostre decisioni e la libertà e la fiducia nella vostra coscienza, la fiducia nella vostra voce interiore.
Con la vostra vita darete una risposta alla chiamata che Dio vi rivolge, una chiamata a una vita autentica, a una vita che corrisponde alla vostra essenza interiore e che diverrà una benedizione per voi e per gli altri.

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