OLIVIA – di P. Calvetti

Con tutto il resto del mio copro avevo una relazione approssimativa, lo sentivo scollegato da quella ceh nonna chiamava “la cassaforte”: il cuore.
Quello che contava, per lei, era il battito del cuore.
Ci appoggiava la mano sopra e mi insegnava ad ascoltarlo.
Ogni volta il battito aveva un suono diverso e, quando lo sentivo chiuso tra le sbarre di una gabbia o me lo immaginavo soffocato dietro il vetro di una serra, lo massaggiavo con piccoli cerchi e le sbarre magicamente si allargavano, chiudevo gli occhi e sotto le mie palpebre batteva di nuovo un cuore rosso fiammante.

Per liberare la Disgrazia dal recinto di ipocrisia nel quale i parenti e gli amici dei genitori l’avevano rinchiusa, aveva riservato a se stesso il finale. Registrato. Per lui nonera stata una disgrazia, ma una linea sbagliata nella geometria delal casualità.

È che a volte passo così tanto tempo a cercare soluzioni a un problema che alla fine dimentico qual era il problema.

Serendipità = sensazione di euforia che si prova quando si scopre una cosa non cercata mentre se ne sta cercando un’altra, ovvero essere disposti, mentre si cerca qualcosa di ben determinato, a trovare altro, ad accogliere mondi, visioni e riflessioni che non ci eravamo aspettati di incontrare”.

L’universo è così ricco di segreti inimmaginabili che, quando hai bisogno di una risposta, se guarderai questa grande lavagna azzurra prima o poi la troverai.

L’aeroporto era un compromesso, una città indipendente dove vagare e pensare ai fatti suoi senza provare l’insidiosa sensazione di essere solo al mondo.

…quei riccioli carichi di pensieri…

Aveva premuto le labbra anche sulla benda, sicuro che Andrea avrebbe portato con sé quel bacio come un amuleto.

Diego dava molta ( troppa dicono alcuni) importanza alla qualità delle relazioni umane e questo rendeva eccessivamente selettivo, col risultato che alal fine rimaneva sempre solo come un cretino. Sempre, prima o poi, se ne andavano. Per stanchezza, disperazione o perché erano finite le parole.
C’era chi scambiava questo aspetto del suo carattere per snobismo. La verità era molto più semplice: Diego si considerava un disadattato che in quel tempo si bloccava facilmente , quando si sentiva solo avrebbe potuto avere compagnia e quando era circorndato dalal folla sentiva il bisogno di isolarsi. Per lui l’innamoramento era la cosa più pericolosa del mondo: non si sapeva di chi ci si innamorava, non si sapeva se l’altro si sarebbe innamorato.
Poteva essere un dono del cielo oppure un pacco bomba.

Ci sono momenti in cui è troppo bello guardare la vita che scorre fuori dalla finestra e starsene defilati nel rassicurante tepore delle retrovie mentre nelle stanza inospitali della Breston& Partners tutti si agitano. Almeno, credo.
Ho un alibi di ferro e la vitalità di un bradipo.

Sarà che inizio ad affezionarmi a qusto nido sospeso nel tempo, ma ho proprio la sensazione che qui le cose accadano come per incanto: ho il cervello in subbuglio ma sono diventata più calma. Un’asociale che prova a guarda in faccia le sue paure: Olivia, quello che è capitato a te, può capitare a tutti, non sta crollando il mondo, nulla è irreparabile, tu hai un potenziale diverso e unico, da oggi puoi rinascere e ciò che eri fino a sta mattina non preclude la possibilità che tu diventi qualcuno di totalmente doverso domani.

Nemmeno il tempo di godermi la beata quiete, che arrivano ospiti.

…ha le labbra ritoccate da un chirurgo irresponsabile….

Forse più che l’essere innamorato, le manca l’essere amato.

Domani andiamo dai miei e giovedì dai tuoi , un elenco di cose buone da mangiare, una trattativa commerciale su come sistemare sulla scacchiera i parenti che vediamo una volta all’anno, con i quali sminuzzare le briciole della nostra solitudine.

Per me che sono cocciuta e fedele per una naturale propensione alal pigrizia. Un attimo prima mi sentivo fortissima e un momento dopo, al primo bastardo che mi tradiva spudoratamente diventavo una lavrav da compatire perché sceglievo sempre gli uomini sbagliati.

Avrei potuto salire sull’ascensore. O dirgli che il mio cuore richiedeva manutenzione. Invece. Ero andata nel bosco. A scegliermi un albero. Stavo così bene appoggiata contro la corteccia robusta del faggio, avvolta da una pioggia di fogliame rossastro!

La loro unione non ha crepe, e quando arrivi a quel punto, quando ti puoi fidare di te stesso e della donna che hai cn te, quando sei nudo non per scopra ma per dirle :”diamoci una mano per sempre”, significa che hai fatto un passo avanti verso l’assoluto. Quello e niente di diverso.

“hai troppa rabbia dentro per gustare la felicità”.

È che le cose muoiono senza avvosare e quando muoiono non resuscitano più. Inutile farsi illusioni.

“fatti un altro goccio, Diego stai andando benissimo. E già che ci sei, fottiti. Tu e le tue menate. Li vedi quei due? Le menate non se le fanno. Si amano, scopano e adesso si sposano perché da una di quelle formidabili scopate nascerà un bambino. Questa è la vita, Diego: amare, scopare, generare, morire. Tu non t’immischi mai, a te piace stare sulla periferia. Ti fa comodo”.
Davanti a quella franchezza, Diego riuscì solo a pensare che Matilde avesse dei denti bellissimi. E la invidiava. Invidiava quella giovane donn che si prendeva la libertà di piangere.

Stasera, tappata in casa in tuta e calzerotti con orecchie da coniglio, accudirò la mia infelicità, metterò in ordine le mie piccole umane speranze e mi offrirò una lauta ceneta davanti alla tv. Un’abbuffata di telefim archiviati, ecco cosa mi aspetta. Ho di che scegliere.

Sento strattonare le corde, forti come tendini che mi hanno tenuto legato a te. non sono nodi che vengono al pettine, ma nodi che si sciolgono perché hanno esaurito il compito di tenermi attaccato a qualcosa che ritenevo indispensabile. Riporto i miei piedi per terra e ti tengo con me, per sempre.

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