in vista del Natale: facciamo bene shopping!

DA BENVENUTI AL BALLO DELLA VITA, DI GIULIO DELLAVITE (SEGRETARIO GENERALE DELLA CURIA DI BERGAMO)

Socrate si divertiva ad andare per le bancarelle di Atene, per scoprire di quante cose potesse gioiosamente fare a meno. Socrate, Giovanni Battista, Gesù ci dicono che non si diventa saggi, né tantomeno grandi, se non si ha il coraggio di fare a meno di ciò che è futile. Il Vangelo ci porta nel deserto per capire questo. Il deserto è un luogo di silenzio, di solitudine, di sete. È un luogo che ti fa spogliare del superfluo. Impaurisce proprio perché è vuoto. Noi invece, forse per uno strano senso di autodifesa, tendiamo a trasformare la vita in un vecchio solaio pieno. Il nostro cuore è immenso, ma è ingombro come un vecchio solaio in disordine: c’è di tutto. Ci sono le anticaglie messe da genitori e nonni,che ogni tanto riemergono da sotto la polvere. Ci sono poi tante cose che abbiamo lasciato lì perché non servivano più o perché volevamo nasconderle. Quante volte torniamo nel solaio dei ricordi per ritrovare ciò che invece avremmo dovuto buttare via, come i colori di quel sogno che avrebbe fatto diversa la vita; il profumo di quella passione, passata ma mai spenta; il sapore di quelle voglie che non hai il coraggio di dire tue. In fondo al solaio, poi, c’è sempre una cassa di vestiti, perché tutti amiamo indossare la vita di qualcun altro, anche se alla fine ogni cosa risulta inadeguata e non adatta a noi, come se volessimo mettere la giacca di un nostro amico solo perché vediamo che a lui sta perfettamente.

Se hai mal di testa, se il tuo viso si solca di rughe, se trascini qua e là il tuo corpo contratto e dolente, se hai un cuore che batte solo perché lo deve fare ma non conosce da tempo i brividi di un’emozione, è perché sei saturo di cianfrusaglie accumulate che ormai ristagnano nel solaio del cuore.

La Parola di Dio viene a scuoterci per dirci: ”Apri una strada nel tuo deserto!”. Proprio perché senti l’aridità e la sete che bruciano, comincia a mollare le tue zavorre e le tue maschere, a toglierti gli strati dei mille rivestimenti. Mettiti nudo e capirai che la tua pelle è fatta su misura per te. la strada della felicità non parte dalle persone e dalle cose, ma parte da te per giungere alle persone e alle cose.

Avvento è imparare a stare bene dentro la propria pelle.

Un peccato grave che dovremmo correre a confessare è la tristezza della nostra rassegnata insoddisfazione. La sete di felicità non è altro che sete di Dio. Da qui ci viene un impegno concreto per preparare la nostra anima al Natale del Signore: fare shopping, anzi, fare “bene “ shopping. Sì, divertiamoci, proprio come Socrate, a guardare i negozi per scoprire di quante cose possiamo fare a meno e soprattutto per accorgerci di quante cose belle abbiamo già. E non in solaio!.

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