Good morning!!

Padre Santo, mandaci lo Spirito Santo affinché egli ci porti alla comprensione della verità totale che è tuo Figlio Gesù Cristo. Rischiaraci con la luce del Verbo della vita, perché camminiamo nello splendore della verità. Liberaci da ogni falsa illusione, che ci mette alla mercé delle mode, dei soggettivismi o dei nostri stessi sentimenti. Da’ forza alla debolezza del nostro desiderio affinché rimaniamo fedeli alla tua grazia.

Messaggio della Madonnina a Natuzza Evolo il 15 agosto 1989 –

Festa dell’Immacolata
“Divertitevi in letizia, ma abbiate un momento anche per il Signore. Figli miei, pensate a tutto meno che all’anima. Siete molto esigenti, volete sempre più ricchezze. A cosa vi servono se poi perdete l’anima? Gesù non è esigente! Bastano anche 5 min la sera. Concentratevi e parlate con Lui anche con parole povere. Perché non lo fate? Non vedete che siete nelle tenebre? Ve ne accorgerete quando sarà tardi e non potrete tornare indietro.
……………..
Io sono la Mamma tua e di tutto il mondo. Se la mamma ha un figlio affettuoso, il giorno del suo compleanno, del suo onomastico, questo figlio ha la premura di fare gli auguri, un regalo, un bacio, un fiore, ma per la mamma del cielo neanche un pensiero!”
A me basta un saluto, una Ave Maria e sono contenta. Mi basta anche il pensiero per un attimo rivolto a Me, e invece niente, come se non esistessi. Ed io vi amo e vi proteggo”.
“insegna a tutti che come danno la buona notte alla loro mamma, così diano un saluto anche a me con un’Ave Maria, che sono la mamma di tutti”.

OLIVIA – di P. Calvetti

Con tutto il resto del mio copro avevo una relazione approssimativa, lo sentivo scollegato da quella ceh nonna chiamava “la cassaforte”: il cuore.
Quello che contava, per lei, era il battito del cuore.
Ci appoggiava la mano sopra e mi insegnava ad ascoltarlo.
Ogni volta il battito aveva un suono diverso e, quando lo sentivo chiuso tra le sbarre di una gabbia o me lo immaginavo soffocato dietro il vetro di una serra, lo massaggiavo con piccoli cerchi e le sbarre magicamente si allargavano, chiudevo gli occhi e sotto le mie palpebre batteva di nuovo un cuore rosso fiammante.

Per liberare la Disgrazia dal recinto di ipocrisia nel quale i parenti e gli amici dei genitori l’avevano rinchiusa, aveva riservato a se stesso il finale. Registrato. Per lui nonera stata una disgrazia, ma una linea sbagliata nella geometria delal casualità.

È che a volte passo così tanto tempo a cercare soluzioni a un problema che alla fine dimentico qual era il problema.

Serendipità = sensazione di euforia che si prova quando si scopre una cosa non cercata mentre se ne sta cercando un’altra, ovvero essere disposti, mentre si cerca qualcosa di ben determinato, a trovare altro, ad accogliere mondi, visioni e riflessioni che non ci eravamo aspettati di incontrare”.

L’universo è così ricco di segreti inimmaginabili che, quando hai bisogno di una risposta, se guarderai questa grande lavagna azzurra prima o poi la troverai.

L’aeroporto era un compromesso, una città indipendente dove vagare e pensare ai fatti suoi senza provare l’insidiosa sensazione di essere solo al mondo.

…quei riccioli carichi di pensieri…

Aveva premuto le labbra anche sulla benda, sicuro che Andrea avrebbe portato con sé quel bacio come un amuleto.

Diego dava molta ( troppa dicono alcuni) importanza alla qualità delle relazioni umane e questo rendeva eccessivamente selettivo, col risultato che alal fine rimaneva sempre solo come un cretino. Sempre, prima o poi, se ne andavano. Per stanchezza, disperazione o perché erano finite le parole.
C’era chi scambiava questo aspetto del suo carattere per snobismo. La verità era molto più semplice: Diego si considerava un disadattato che in quel tempo si bloccava facilmente , quando si sentiva solo avrebbe potuto avere compagnia e quando era circorndato dalal folla sentiva il bisogno di isolarsi. Per lui l’innamoramento era la cosa più pericolosa del mondo: non si sapeva di chi ci si innamorava, non si sapeva se l’altro si sarebbe innamorato.
Poteva essere un dono del cielo oppure un pacco bomba.

Ci sono momenti in cui è troppo bello guardare la vita che scorre fuori dalla finestra e starsene defilati nel rassicurante tepore delle retrovie mentre nelle stanza inospitali della Breston& Partners tutti si agitano. Almeno, credo.
Ho un alibi di ferro e la vitalità di un bradipo.

Sarà che inizio ad affezionarmi a qusto nido sospeso nel tempo, ma ho proprio la sensazione che qui le cose accadano come per incanto: ho il cervello in subbuglio ma sono diventata più calma. Un’asociale che prova a guarda in faccia le sue paure: Olivia, quello che è capitato a te, può capitare a tutti, non sta crollando il mondo, nulla è irreparabile, tu hai un potenziale diverso e unico, da oggi puoi rinascere e ciò che eri fino a sta mattina non preclude la possibilità che tu diventi qualcuno di totalmente doverso domani.

Nemmeno il tempo di godermi la beata quiete, che arrivano ospiti.

…ha le labbra ritoccate da un chirurgo irresponsabile….

Forse più che l’essere innamorato, le manca l’essere amato.

Domani andiamo dai miei e giovedì dai tuoi , un elenco di cose buone da mangiare, una trattativa commerciale su come sistemare sulla scacchiera i parenti che vediamo una volta all’anno, con i quali sminuzzare le briciole della nostra solitudine.

Per me che sono cocciuta e fedele per una naturale propensione alal pigrizia. Un attimo prima mi sentivo fortissima e un momento dopo, al primo bastardo che mi tradiva spudoratamente diventavo una lavrav da compatire perché sceglievo sempre gli uomini sbagliati.

Avrei potuto salire sull’ascensore. O dirgli che il mio cuore richiedeva manutenzione. Invece. Ero andata nel bosco. A scegliermi un albero. Stavo così bene appoggiata contro la corteccia robusta del faggio, avvolta da una pioggia di fogliame rossastro!

La loro unione non ha crepe, e quando arrivi a quel punto, quando ti puoi fidare di te stesso e della donna che hai cn te, quando sei nudo non per scopra ma per dirle :”diamoci una mano per sempre”, significa che hai fatto un passo avanti verso l’assoluto. Quello e niente di diverso.

“hai troppa rabbia dentro per gustare la felicità”.

È che le cose muoiono senza avvosare e quando muoiono non resuscitano più. Inutile farsi illusioni.

“fatti un altro goccio, Diego stai andando benissimo. E già che ci sei, fottiti. Tu e le tue menate. Li vedi quei due? Le menate non se le fanno. Si amano, scopano e adesso si sposano perché da una di quelle formidabili scopate nascerà un bambino. Questa è la vita, Diego: amare, scopare, generare, morire. Tu non t’immischi mai, a te piace stare sulla periferia. Ti fa comodo”.
Davanti a quella franchezza, Diego riuscì solo a pensare che Matilde avesse dei denti bellissimi. E la invidiava. Invidiava quella giovane donn che si prendeva la libertà di piangere.

Stasera, tappata in casa in tuta e calzerotti con orecchie da coniglio, accudirò la mia infelicità, metterò in ordine le mie piccole umane speranze e mi offrirò una lauta ceneta davanti alla tv. Un’abbuffata di telefim archiviati, ecco cosa mi aspetta. Ho di che scegliere.

Sento strattonare le corde, forti come tendini che mi hanno tenuto legato a te. non sono nodi che vengono al pettine, ma nodi che si sciolgono perché hanno esaurito il compito di tenermi attaccato a qualcosa che ritenevo indispensabile. Riporto i miei piedi per terra e ti tengo con me, per sempre.

VOCI DA SPOON RIVER – di E. Lee Master

TOM MERITT
..e un giorno ho sentito che la porta sul retro si chiudeva
E io entravo da quella davanti, e l’ho vista svignarsela
Dietro l’affumicatoio nel recinto
E poi correre attraverso il campo.
E ho deciso di ucciderlo appena a tiro.
“non farlo, non farlo, non farlo” lui prendeva la mira e mi sparava al cuore.

SCHOLFIELD HUXLEY

Ti piacerebbe creare un sole
E l’indomani avere i vermic he dentro e fuori ti scivolano tra le dita?

IL RAGAZZO CHE NACQUE 2 VOLTE – di Alessio Tavecchio

Non mi interessa quello che mi dicono. L’esperienza che ho vissuto non la conosce nessun dottore e per me questo conta più di qualsiasi infermità, perché io questa infermità la vincerò lottando e pregando fino al mio ultimo giorno di vita.

“Ora, mamma, pregate per me. Non le solite preghiere. Pregate come volete, ma fatelo con il cuore e mentre lo fate pensate intensamente a un raggio di luce calda che parte dal vostro cuore e raggiunge il mio per infondergli una grande energia.
Dillo a tutti quelli che vogliono starmi vicino, amici e parenti che siano. Così facendo faciliteranno il mio lungo cammino verso la guarigione”:

“rispettate voi stessi per rispettare gli altri e troverete il modo per superare i vostri limiti e le vostre fragilità”:

sarà ancora molto il dolore fisico da affrontare, ma non è questo il tipo di dolore che mi preoccupa. È la sofferenza interiore il male peggiore; quella pena che non si riesce a sopportare ed è difficilissima da guarire. Per il corpo basta un’iniezione di antidolorifico, ma per il cuore ci vuole l’amore; il nostro amore per gli altri e quello degli altri nei nostri confronti.

Anima, quella parte di noi che così spesso tendiamo a tenere relegata e nascosta nell’angolo più recondito del nostro cuore. Arriva però il momento in cui decide di segnalarci la sua presenza. Quello che allora ci trasmette è qualcosa di miracoloso e incredibile al servizio della nostra esperienza umana. Si tratta ora di utilizzare questa impagabile forma di energia che sento di avere al mio interno per portarmi sulla strada della conoscenza di me stesso e di tutte le mie potenzialità.

Non conosciamo mai abbastanza noi stessi, ma ora so per certo che è inutile disperarsi. Bisogna agire, trovando la forza per farlo nei recessi meno conosciuti del nostro cuore e del nostro spirito.

Claudio è proprio fortunato perché Chiara sa amare.

“astolfo noi siamo soltanto genitori. Questa è la sua esperienza di vita, forse la più importante che abbia mai dovuto affrontare. Dal momento della sua nascita noi abbiamo accettato di condividere il suo destino senza sapere in cosa consistesse. Ora ha bisogno del nostro sostegno. Cerchiamo mo con la preghiera e con la fede di entrare in contatto con la sua coscienza, ovunque si trovi, e facciamogli sentire che lo amiamo, che rinnoviamo l’impegno preso con lui di essergli a fianco e di sostenerlo in qualsiasi circostanza.. che scelga liberamente ciò che è bene per lui n questo momento, che sia fedele a se stesso e al suo progetto. Noi non lo perderemo mai, anche se scegliesse di morire, perché i nostri cuori e il suo dono indissolubilmente uniti. Gli chiediamo perdono e lo perdoniamo perché il suo animo sia libero di decidere”:
papà ha seguito le mie parole con grande concentrazione e ho subito notato che la stessa pace interiore che mi aveva pervaso stava coinvolgendo anche lui. Sentivamo ancora la morte aleggiare sulla nostra famiglia, ma ci stavamo convincendo che quel momento non era ancora giunto.
Di colpo, tutte le sicurezze faticosamente acquisiste nel percorso di consapevolezza e di accettazione che avevo intrapreso nelle ultime settimane mi sembravano svanire nel nulla e mi sento nuovamente scivolare nell’angoscioso timore che quanto paventato dai medici possa trovare conferma molto presto.

“guarirai ma non pretendere di sapere ora quando”. Continua a pregare con serenità e fiducia e concentrati per riuscire a ritemprare il tuo corpo stremato e debilitato”.

Lo strumento dell’amore è accanto a chi cerca con cuore puro.

E se anche quel ragazzo che nemmeno conosco avesse la possibilità di guarire? Potrebbe averne la capacità ma non conoscerle, anche se sono racchiuse in lui. Magari basterebbe stimolarlo per far accendere in lui quella scintilla di coscienza che pian piano lo porterebbe alla guarigione, oppure ad accettare l’infermità, ma vivendola serenamente senza quella passiva rassegnazione che genera solo dolore in lui e intorno a lui.

Un barlume di luce nel cuore si deve sempre avere, ma la cosa importante da non scordare mai è che va costantemente alimentato, altrimenti il barlume resterà sempre tale e non potrà mai trasformarsi in un potente raggio di sole capace di generare tutta l’energia necessaria per compiere un miracolo.

Il cammino spirituale coincide con il cammino del corpo.

L’energia che scaturisce dalle vostre forme pensiero è tale che anche la materia ne può essere influenzata.

Messaggio a Giorgio
Sono Mara.
Dall’infinito, alle anime che soffrono e tristemenete si abbattono, la mia parola giunga di conforto. Ciò che è in questa eterea dimensione sia certezza di vita futura in tutti color che ancora non possono vedere.
Dolce anima di Giorgio, fratello nel dolore, docile figlio dell’Universo a cui un giorno, come tutti, sarai restituio e dolcemenete tornerai.
A te caro fratello Giorgio, siano in quetsa vostra serata, le mie parole che possano toccare il cuore e la tua mente e risveglino quella forza addormentaa che è in te.
Gioia e serenità la vita ti ha dato, spezzata nel copro e nello sporito, frantumata nel dolore di una sceta che si è compiuta pe ril voler einconscio che è in te, deciso altrove anche se incredutlo puoi essere.
Errori compiuti qui e altrove sono superati e hanno lasciato nel tuo giovane corpo il segno non di puniizone, qusto mai, ricorda, ma solo di riparazione da te voluto e programmaol.
La vita ha inferto il colpo, ma la vita interiore cercata, se tu la cercherai, coppe di profornda e di edificante consolazione ti darà. Libera la tua menete addormentata e i dubbi con l’invocazioena chi può risvegliare nel tuo cuore e nella tua anima energia che si cela; rivolgiti al dolce amico invisibile che tu bambino contattavi. Perché l’hai sepolto con i ricordi della tua fanciullezza? Risveglialo, parlagli, lui ti sarà accanto più e più di ora. Nutri il tuo spirito con le parole tratte da libri ce guideranno il tuo cammino verso il trionfo spirituale che è, e ripeto, sulla strada che tu incontrerai.
Soffoca la trsietzza e la pesantezza che ti sono intorno, con al pregheria e l’invocaone interiore; nutri la tua mente delel dolci parole lette dalal mdre ceh ti ama, ed è accanto, e nell’amore e nel pensiero trovaera la via per uscire dal tunnel.
Scoprirai quali dimensioni e quali luoghi tu uoi raggiungere in ciò che il corpo non può. Allora la tua mente e la tua esistenza siano d’esempio ad altri. Quale amore più alto se non di vivere non solo per pè , ma per gli altri.
Che la mia pregheira particolare scenda su di te, su chi ti è accanto. L’energia che è, è lungo il tuo cammino. Energia d’amore ti verrà data dal’eterea dimensione di luce di pace. Discendano luce, pace , amre a te.
Sono a te dolce Giorgio, io sono Mara nell’abbraccio dell’infinito.

Mi sembra di aver compreso ceh se abbandoniamo questa vita terrena senza averne trovato il senso e il valore, senza aver realizzato il progetto dell’anima e senza aver colto il frutto della conoscenza ceh ogni esperienza ci offre, è giocoforza che nasca nella nostra coscienza l’esigenza di ritornare su questa terra in un nuovo contesto e con nuove condizioni esistenziali per tentare di superare quel limite che nella precedente vita ci aveva bloccati.
Riprendendo l’analisi del “viaggiO” durante il periodi di coma, ricordo la forte sensazione di paura, freddo, solitudine e immobilità che avevo provato quando ero stato avvolto da un buio totale . quello stato interiore era talmente disperante ceh mi sentirei di definirlo coem l’inferno dantesco anceh se, invece del fuoco ardente, avvertivo la sensazione del freddo più raggelante.
A questo punto si è fatta strada in me una incontenibile volontà di uscire da quella tremenda situazione e ho gridato: “qualcuno mi aiuti!”. In risposta è comparso davanti a me uno schermo dove ho visto la mia moto schiantarsi contro un palo della luce in uno scintillio di lamiere contorte.

Ognuno di noi ha un proprio percorso da seguire, ma può riprogrammarlo strada facendo usando il libero arbitrio, esercitando il diritto di scelta piuttosto che subendo gli eventi passivamente per paura di sbagliare. L’errore più grande è quello di incrociare le braccia e pensare ceh i problemi o gli siati di sofferenza e di dolore siano causati da qualcun altro. In questo modo saremp sempre vittime di un Dio ceh castiga, di un destino infame o ingiusto o di qualcuno ceh ci rende la vta impossibile.

“…si potrebbe pensare che inevitabilmente , dopo un incidente del genere e il grande cambiamento che ne consegue, si modifichi radicalmente e in senso negativo il proprio atteggiamento nei confronti dell’esistenza. Nel mio caso ciò che ha realmente motivato la trasformazione, anche psicologica, è stata la possibilità che mi è stata offerta di entrare in contatto con me stesso , con quel nucleo che mi ha ricollegato al vero significato della vita e che mi ha permesso di maturare una nuova, diversa e ben più salda consapevolezza.

..siamo proprio fatti così, fatalmente semplici e limitati dalla fattibilità dellamateria.

Certamente l’incidente mi ha escluso totalmente da quel mondo esterno che mi pressava e disorientava e mi ha costretto a immergermi in me stesso , nell’incontro profondo con quella parte spirituale che andava salvata e portata alla luce perché imprigionata da una sofferenza antica.

C’è tanto bisogno di conoscersi a fondo, di scoprire come siamo fatti e come funzioniamo. È ora di colmare queste lacune e forse allora potremo vivere meglio, insieme agli altri, in un mondo di pace, dove la nostra potenziale creatività possa esprimersi nell’armonia, nella bellezza e nella positività.

Quanto è più difficile entrare nel tuo cuore quando chiudi la porta. Aprila prego!
Alle parole che devono giungere, non rifiutarti. Tu strumento scelto, accetta e non chiedere altro. Nell’accettazione sarà la tua cerecita, fa tacere il tuo cuore, ascolta le mie parole Alessio.

Come il bruco sa che per poter un giorno volare deve prima di tutto trasformarsi in pupa, anche noi dobbiamo sapere che per ottenere il traguardo della conoscenza e della consapevolezza sarà, prima o poi, necessario superare i nostri limiti anche a fronte di accadimenti inattesi o violenti.
Anche noi, prima di imparare a volare e magari vivere pochissimi giorni in un cielo pieno di colori, coem le farfalle, dovremo modellare sulla nnostra anima le ali della fede. Si nasce tutti bruchi destinati a divantare farfalle, ma anche se lacuni non riusciranno mai a scorpire coem aprire le proprie ali, molti altri lo capiranno e si godranno la meraviglia dei loro stessi colori con la sensazione di aver condensato la propria vita in uan sola, unica, travolgente giornata, come la più spledida delle farfalle.

Il frastuono di chi ti sta intorno non renda fragile il tuo animo. Tu non ti ingannare: sii nel mondo ma non del mondo. …tu non deviare il tuo cammino , mantieni la purezza dei tuoi intenti.
Sii testimone dell’umiltà, della perfezione e dell’amore ceh è nei Cieli.

La paura è una delle più potenti forze che esistano nell’universo. Se protratta nel tempo, la paura ha il potere di addensare la sua energia e incidere sulla materia.
Ad essa si contrappone l’amore, energia pura che si manifesta in totale sincronia con le leggi di Dio.
Questo dmostra come un’esperienza dolorosa può rivelarsi una benedizone inattesa perché Dio non crea il male, ma è l’uomo che, nella sua ignoranza e nel tentativo di sperimentare la conoscenza del bene, commette azioni che possono portare alla sofferenza.
Abbiamo tra le mani potenti mezzi creativi, ma anche altrettanto poderosi mezzi distruttivi che, se non utilizzati con consapevolezza, rischiano di disperdre i loro effetti positivi e di alimenatre quelli negativi.
Mi rendo conto di quanto sia difficile riuscire a controllare i porpio pensieri e tenere a bada le proprie emozioni , ma l’allenamnetoe la tenacia possono renderci più padroni di noi stessi e quindi capaci di realizzare ogni nostro desiderio.

fine

Il deserto parla…. – Virgencita, please cuidame mucho!

VIRGENCITA, PLEASE CUIDAME MUCHO!
lunedì 30 marzo 2015
presso il Centro Mamma Rita di Monza, in via Lario 45 (dalle 20.30 – alle 21.45)

Il deserto parla…..

Un abbraccio
Carlotta & C.

PROSSIMO INCONTRO 27 aprile 2015

http://www.carlottavolpi.it

Santa Margherita di Antiochia

Anch’essa , dunque, per amor Suo non doveva essere sollecita di ciò che, abbandonata dal padre terreno, avrebbe – domani – mangiato, bevuto, indossato, poiché Quello celeste provevderebbe ai suoi bisogni.

“no non temo nulla, perché io pososo tutto in Colui che mi fortifica”.

E quanto ardentemente saranno state desiderate dai Sammargheritesi le Reliquie benedete di Lei, invocata ogni giorno dalle famiglie contro i pericoli minaccianti i loro cari nella navigazione, e contro le stesse infermità!

Certo si è che, nel 1635, le Reliquie della piccola, grande Santa di Antiochia furono tolte dall’antico cimitero romano di Via Salaria e consegnate al Canonico spagnulo Roccotorrente, che le aveva chieste e ottenute, perché benissero venerate nella propria Chiesa di Valenza.
Un bel mattino di quel Luglio 1635, sfolgorante di luce sul Mar Ligure e su Genova giunge, dunque, nel gran porto una feluca dalle coste del Lazio, a compiuta navigazione.
Fra i viaggiatori vi è un alto prelato spagnuolo, proveniente proprio da Roma e che deve proseguire verso la sua terra, con altra nave.
È appunto il Reverendissimo Dottore in Teologia e Canonico di Valenza, con il suo prezioso tesoro. Il solito terribile trambusto di scarico e di trasbordo di merci e passeggeri; il solito affaccendarsi di chi arriva, di chi parte e di chi attende; il solito trafficare di quanti guadagnano la vita in quelle ore affannose. Il sole sfavilla sul mare ed anima, in quadro colorito, la folla.
Ed il Canonico? Eccolo là, tutto solo, tra i suoi bagagli, agitato ed afflitto, con un cassettina stretta al petto; le mani tremano nervose sul piccolo coperchio, inspiegabilmnete dissuggellato..i lunghi, solidi chiodi sono scomparsi e leReliquie di santa Margherita son lì, scoperte e visibili a tutti.
Il suo stupore angosciato proporme in esclamazioni e sospiri e parole affannose; come poteva essere accaduto un fatto simile, mentre egli stesso aveva custodito il prezioso scrigno, lungo tutto il viaggio?

Ed essa aveva solo 15 anni, quando seppe offrire volontaraimanete l’intatta vita terrena in fiore, per entrare in quella immortale!

“o Dio, che tra gli altri miracoli di tua potenza, accordasti anche al sesso fragile la vittoria del martirio, concedici per tua bontà che, celebrando la festa della tua beata vergine e martire Margherita di Antiochia veniamo a Te, alla luce dei suoi esempi”.
“o Santa Margherita, fanciulla eroica, che splendi come gemma preziosa al cospetto di Dio e della Madre d’ogni purezza, per la vittoria che riportasti col martirio, sulla corruzione del tuo secolo e contro i persecutori della Chiesa di Cristo, aiutaci, non solo col luminoso esempio, ma anche l’assidua tua protezione.
La Provvidenza volle farti Titolare nostra e Patrona della nostra terra natìa, dunque abbiamo diritto speciale del tuo aiuto.
Dal cielo, dove – in premio della purezza e della fortezza – contempli beata l’Agnelo Divino, guarda ai pericoli in cui anche noi ci dibattiamo in tempi di rinato paganesimo e di rinnovata lotta feroce contro la Chiesa di Dio. E, per la pietà con la quale custodiamo le tue sacre relique di martire, rendici invincibili contro le seduzioni del male e impavidi seguaci della fede cattolica, sino al sacrificio della vita, se occorre. Così sia.”

Sia giovani che adulti, che hanno tanto bisogno oggi di guardare di più e meglio in alto, e di non fermarsi alla sola terra, colla quale finiscono poi per imbrattarsi frequentemente e tanto colpevolmente, di sporcissimi peccati impuri.

“Signore! Io cerco l’amore, ma ogni amore che non sia il tuo, è troppo piccolo per me!
Signore! Io cerco la luce, ma ogni splendore che non viene da te, è tenebra per me!
Signore! Io cerco aiuto. Ma ogni appoggio fuori di te, è debolezza per me!
Signore! Io cerco la gioia. Ma ogni gaudio che non sia tuo dono, è solo mestizia per il mio cuore!
Vieni a me Signore, fino al giorno senza tramonto, fino all’oggi eterno! Tu solo, Signore, sei la mia pienezza!”

Pregate sempre, e non stancatevi mai e fate sempre, ogni giorno un po’ di penitenza.