Good morning!!

Padre Santo, mandaci lo Spirito Santo affinché egli ci porti alla comprensione della verità totale che è tuo Figlio Gesù Cristo. Rischiaraci con la luce del Verbo della vita, perché camminiamo nello splendore della verità. Liberaci da ogni falsa illusione, che ci mette alla mercé delle mode, dei soggettivismi o dei nostri stessi sentimenti. Da’ forza alla debolezza del nostro desiderio affinché rimaniamo fedeli alla tua grazia.

Messaggio della Madonnina a Natuzza Evolo il 15 agosto 1989 –

Festa dell’Immacolata
“Divertitevi in letizia, ma abbiate un momento anche per il Signore. Figli miei, pensate a tutto meno che all’anima. Siete molto esigenti, volete sempre più ricchezze. A cosa vi servono se poi perdete l’anima? Gesù non è esigente! Bastano anche 5 min la sera. Concentratevi e parlate con Lui anche con parole povere. Perché non lo fate? Non vedete che siete nelle tenebre? Ve ne accorgerete quando sarà tardi e non potrete tornare indietro.
……………..
Io sono la Mamma tua e di tutto il mondo. Se la mamma ha un figlio affettuoso, il giorno del suo compleanno, del suo onomastico, questo figlio ha la premura di fare gli auguri, un regalo, un bacio, un fiore, ma per la mamma del cielo neanche un pensiero!”
A me basta un saluto, una Ave Maria e sono contenta. Mi basta anche il pensiero per un attimo rivolto a Me, e invece niente, come se non esistessi. Ed io vi amo e vi proteggo”.
“insegna a tutti che come danno la buona notte alla loro mamma, così diano un saluto anche a me con un’Ave Maria, che sono la mamma di tutti”.

OLIVIA – di P. Calvetti

Con tutto il resto del mio copro avevo una relazione approssimativa, lo sentivo scollegato da quella ceh nonna chiamava “la cassaforte”: il cuore.
Quello che contava, per lei, era il battito del cuore.
Ci appoggiava la mano sopra e mi insegnava ad ascoltarlo.
Ogni volta il battito aveva un suono diverso e, quando lo sentivo chiuso tra le sbarre di una gabbia o me lo immaginavo soffocato dietro il vetro di una serra, lo massaggiavo con piccoli cerchi e le sbarre magicamente si allargavano, chiudevo gli occhi e sotto le mie palpebre batteva di nuovo un cuore rosso fiammante.

Per liberare la Disgrazia dal recinto di ipocrisia nel quale i parenti e gli amici dei genitori l’avevano rinchiusa, aveva riservato a se stesso il finale. Registrato. Per lui nonera stata una disgrazia, ma una linea sbagliata nella geometria delal casualità.

È che a volte passo così tanto tempo a cercare soluzioni a un problema che alla fine dimentico qual era il problema.

Serendipità = sensazione di euforia che si prova quando si scopre una cosa non cercata mentre se ne sta cercando un’altra, ovvero essere disposti, mentre si cerca qualcosa di ben determinato, a trovare altro, ad accogliere mondi, visioni e riflessioni che non ci eravamo aspettati di incontrare”.

L’universo è così ricco di segreti inimmaginabili che, quando hai bisogno di una risposta, se guarderai questa grande lavagna azzurra prima o poi la troverai.

L’aeroporto era un compromesso, una città indipendente dove vagare e pensare ai fatti suoi senza provare l’insidiosa sensazione di essere solo al mondo.

…quei riccioli carichi di pensieri…

Aveva premuto le labbra anche sulla benda, sicuro che Andrea avrebbe portato con sé quel bacio come un amuleto.

Diego dava molta ( troppa dicono alcuni) importanza alla qualità delle relazioni umane e questo rendeva eccessivamente selettivo, col risultato che alal fine rimaneva sempre solo come un cretino. Sempre, prima o poi, se ne andavano. Per stanchezza, disperazione o perché erano finite le parole.
C’era chi scambiava questo aspetto del suo carattere per snobismo. La verità era molto più semplice: Diego si considerava un disadattato che in quel tempo si bloccava facilmente , quando si sentiva solo avrebbe potuto avere compagnia e quando era circorndato dalal folla sentiva il bisogno di isolarsi. Per lui l’innamoramento era la cosa più pericolosa del mondo: non si sapeva di chi ci si innamorava, non si sapeva se l’altro si sarebbe innamorato.
Poteva essere un dono del cielo oppure un pacco bomba.

Ci sono momenti in cui è troppo bello guardare la vita che scorre fuori dalla finestra e starsene defilati nel rassicurante tepore delle retrovie mentre nelle stanza inospitali della Breston& Partners tutti si agitano. Almeno, credo.
Ho un alibi di ferro e la vitalità di un bradipo.

Sarà che inizio ad affezionarmi a qusto nido sospeso nel tempo, ma ho proprio la sensazione che qui le cose accadano come per incanto: ho il cervello in subbuglio ma sono diventata più calma. Un’asociale che prova a guarda in faccia le sue paure: Olivia, quello che è capitato a te, può capitare a tutti, non sta crollando il mondo, nulla è irreparabile, tu hai un potenziale diverso e unico, da oggi puoi rinascere e ciò che eri fino a sta mattina non preclude la possibilità che tu diventi qualcuno di totalmente doverso domani.

Nemmeno il tempo di godermi la beata quiete, che arrivano ospiti.

…ha le labbra ritoccate da un chirurgo irresponsabile….

Forse più che l’essere innamorato, le manca l’essere amato.

Domani andiamo dai miei e giovedì dai tuoi , un elenco di cose buone da mangiare, una trattativa commerciale su come sistemare sulla scacchiera i parenti che vediamo una volta all’anno, con i quali sminuzzare le briciole della nostra solitudine.

Per me che sono cocciuta e fedele per una naturale propensione alal pigrizia. Un attimo prima mi sentivo fortissima e un momento dopo, al primo bastardo che mi tradiva spudoratamente diventavo una lavrav da compatire perché sceglievo sempre gli uomini sbagliati.

Avrei potuto salire sull’ascensore. O dirgli che il mio cuore richiedeva manutenzione. Invece. Ero andata nel bosco. A scegliermi un albero. Stavo così bene appoggiata contro la corteccia robusta del faggio, avvolta da una pioggia di fogliame rossastro!

La loro unione non ha crepe, e quando arrivi a quel punto, quando ti puoi fidare di te stesso e della donna che hai cn te, quando sei nudo non per scopra ma per dirle :”diamoci una mano per sempre”, significa che hai fatto un passo avanti verso l’assoluto. Quello e niente di diverso.

“hai troppa rabbia dentro per gustare la felicità”.

È che le cose muoiono senza avvosare e quando muoiono non resuscitano più. Inutile farsi illusioni.

“fatti un altro goccio, Diego stai andando benissimo. E già che ci sei, fottiti. Tu e le tue menate. Li vedi quei due? Le menate non se le fanno. Si amano, scopano e adesso si sposano perché da una di quelle formidabili scopate nascerà un bambino. Questa è la vita, Diego: amare, scopare, generare, morire. Tu non t’immischi mai, a te piace stare sulla periferia. Ti fa comodo”.
Davanti a quella franchezza, Diego riuscì solo a pensare che Matilde avesse dei denti bellissimi. E la invidiava. Invidiava quella giovane donn che si prendeva la libertà di piangere.

Stasera, tappata in casa in tuta e calzerotti con orecchie da coniglio, accudirò la mia infelicità, metterò in ordine le mie piccole umane speranze e mi offrirò una lauta ceneta davanti alla tv. Un’abbuffata di telefim archiviati, ecco cosa mi aspetta. Ho di che scegliere.

Sento strattonare le corde, forti come tendini che mi hanno tenuto legato a te. non sono nodi che vengono al pettine, ma nodi che si sciolgono perché hanno esaurito il compito di tenermi attaccato a qualcosa che ritenevo indispensabile. Riporto i miei piedi per terra e ti tengo con me, per sempre.

Il deserto parla…. – Virgencita, please cuidame mucho!

VIRGENCITA, PLEASE CUIDAME MUCHO!
lunedì 30 marzo 2015
presso il Centro Mamma Rita di Monza, in via Lario 45 (dalle 20.30 – alle 21.45)

Il deserto parla…..

Un abbraccio
Carlotta & C.

PROSSIMO INCONTRO 27 aprile 2015

http://www.carlottavolpi.it

Santa Margherita di Antiochia

Anch’essa , dunque, per amor Suo non doveva essere sollecita di ciò che, abbandonata dal padre terreno, avrebbe – domani – mangiato, bevuto, indossato, poiché Quello celeste provevderebbe ai suoi bisogni.

“no non temo nulla, perché io pososo tutto in Colui che mi fortifica”.

E quanto ardentemente saranno state desiderate dai Sammargheritesi le Reliquie benedete di Lei, invocata ogni giorno dalle famiglie contro i pericoli minaccianti i loro cari nella navigazione, e contro le stesse infermità!

Certo si è che, nel 1635, le Reliquie della piccola, grande Santa di Antiochia furono tolte dall’antico cimitero romano di Via Salaria e consegnate al Canonico spagnulo Roccotorrente, che le aveva chieste e ottenute, perché benissero venerate nella propria Chiesa di Valenza.
Un bel mattino di quel Luglio 1635, sfolgorante di luce sul Mar Ligure e su Genova giunge, dunque, nel gran porto una feluca dalle coste del Lazio, a compiuta navigazione.
Fra i viaggiatori vi è un alto prelato spagnuolo, proveniente proprio da Roma e che deve proseguire verso la sua terra, con altra nave.
È appunto il Reverendissimo Dottore in Teologia e Canonico di Valenza, con il suo prezioso tesoro. Il solito terribile trambusto di scarico e di trasbordo di merci e passeggeri; il solito affaccendarsi di chi arriva, di chi parte e di chi attende; il solito trafficare di quanti guadagnano la vita in quelle ore affannose. Il sole sfavilla sul mare ed anima, in quadro colorito, la folla.
Ed il Canonico? Eccolo là, tutto solo, tra i suoi bagagli, agitato ed afflitto, con un cassettina stretta al petto; le mani tremano nervose sul piccolo coperchio, inspiegabilmnete dissuggellato..i lunghi, solidi chiodi sono scomparsi e leReliquie di santa Margherita son lì, scoperte e visibili a tutti.
Il suo stupore angosciato proporme in esclamazioni e sospiri e parole affannose; come poteva essere accaduto un fatto simile, mentre egli stesso aveva custodito il prezioso scrigno, lungo tutto il viaggio?

Ed essa aveva solo 15 anni, quando seppe offrire volontaraimanete l’intatta vita terrena in fiore, per entrare in quella immortale!

“o Dio, che tra gli altri miracoli di tua potenza, accordasti anche al sesso fragile la vittoria del martirio, concedici per tua bontà che, celebrando la festa della tua beata vergine e martire Margherita di Antiochia veniamo a Te, alla luce dei suoi esempi”.
“o Santa Margherita, fanciulla eroica, che splendi come gemma preziosa al cospetto di Dio e della Madre d’ogni purezza, per la vittoria che riportasti col martirio, sulla corruzione del tuo secolo e contro i persecutori della Chiesa di Cristo, aiutaci, non solo col luminoso esempio, ma anche l’assidua tua protezione.
La Provvidenza volle farti Titolare nostra e Patrona della nostra terra natìa, dunque abbiamo diritto speciale del tuo aiuto.
Dal cielo, dove – in premio della purezza e della fortezza – contempli beata l’Agnelo Divino, guarda ai pericoli in cui anche noi ci dibattiamo in tempi di rinato paganesimo e di rinnovata lotta feroce contro la Chiesa di Dio. E, per la pietà con la quale custodiamo le tue sacre relique di martire, rendici invincibili contro le seduzioni del male e impavidi seguaci della fede cattolica, sino al sacrificio della vita, se occorre. Così sia.”

Sia giovani che adulti, che hanno tanto bisogno oggi di guardare di più e meglio in alto, e di non fermarsi alla sola terra, colla quale finiscono poi per imbrattarsi frequentemente e tanto colpevolmente, di sporcissimi peccati impuri.

“Signore! Io cerco l’amore, ma ogni amore che non sia il tuo, è troppo piccolo per me!
Signore! Io cerco la luce, ma ogni splendore che non viene da te, è tenebra per me!
Signore! Io cerco aiuto. Ma ogni appoggio fuori di te, è debolezza per me!
Signore! Io cerco la gioia. Ma ogni gaudio che non sia tuo dono, è solo mestizia per il mio cuore!
Vieni a me Signore, fino al giorno senza tramonto, fino all’oggi eterno! Tu solo, Signore, sei la mia pienezza!”

Pregate sempre, e non stancatevi mai e fate sempre, ogni giorno un po’ di penitenza.

Regina della Pace – Messaggio del 18 marzo a Mirijana

“Cari figli! Vi prego con tutto il mio cuore, vi prego purificate i vostri cuori dal peccato e rivolgeteli in alto verso Dio e verso la vita eterna. Vi prego vegliate e siate aperti alla verità. Non permettete che tutte le cose di questa terra vi allontanino dalla conoscenza della vera soddisfazione che si trova nell’unione con il mio Figlio. Io vi guido sul cammino della vera sapienza perché soltanto con la vera sapienza potete conoscere la vera pace ed il vero bene. Non perdete il tempo chiedendo i segni al Padre Celeste perché il segno più grande ve l’ha già dato, ed è il mio Figlio. Perciò, figli miei, pregate affinché lo Spirito Santo possa introdurvi nella verità, aiutarvi a conoscerla e perché attraverso questa conoscenza della verità, possiate essere una cosa sola con il Padre Celeste e con il mio Figlio. Questa è la conoscenza che dona la felicità sulla terra ed apre la porta della vita eterna e dell’amore immenso. Vi ringrazio.”

Mirjana ha detto che la Madonna si è rivolta a noi come ai suoi figli che ama con amore incommensurabile. Alla fine Mirjana ha aggiunto:”Questa bellissima giornata della venuta della Madonna in mezzo a noi sulla Terra, il paradiso che scende sulla Terra, non è perché è il mio compleanno. La Madonna non ha fatto neanche cenno al mio compleanno, perché per Lei il mio compleanno è come il compleanno di ognuno di voi. Quando cominceranno a rivelarsi le cose per le quali è venuta, capirete perché ha scelto il 18 Marzo.“

per i papà!!!!

Ti onoriamo, o glorioso San Giuseppe, perché sei il santo più onorato del cielo e della terra. Dio Padre ti onorò affidando alla tua custodia il suo Figlio Gesù e la sua Figlia Maria, i due tesori più amati del suo cuore. Dio Figlio ti onorò chiamandoti Padre, obbedendoti e affidando la sua vita e la sua cura nelle tue mani. Lo Spirito Santo ti onorò consegnandoti la sua Sposa, la Vergine Maria, come tua sposa. Gesù e Maria, dopo averti onorato standoti sottomessi per trent’anni, assistettero alla tua preziosa morte. La Chiesa ti onora istituendo feste in tuo onore, chiamandoti Patrono della Chiesa Universale, assicurando che sei degno di sommi onori e lodi.
I Santi e i fedeli, tutti ti invocano con perseveranza, con entusiasmo e amore sempre crescente, come Santo senza eguali, che soccorre in tutte le necessità, che difende in tutte le difficoltà, consola in tutte le tribolazioni, e protegge in tutte le disgrazie della vita, e in modo speciale, nell’ora della morte.

da OLIVIA – di P. Calvetti

Solo imparando a memoria
Il tuo amore
Ti potrai ricordare di me
E amarmi per sempre.
Ci meritiamo una nostra esistenza.
Voglia di carezze
Di mani
Di mamma, di sorella, di amica…
Voglia di tenerezza.
La felicità
È precedere il dolore.
È stato scritto su un muro
“siate felici con prudenza”
E io voglio essere una falena
Non curante del sole
E vivere tra luce
Voltando le spalle a notti troppo nere
Troppo notti!
Amami e basta!
Amami e basta!
Incoraggiata
Da angeli confusi
Mi lascerò rapire dal sonno
In questo cimitero di ricordi
Dove cipressi maestosi e sorpresi
Si nutriranno del mio pensarti
Lasciando libera
La mia stanza ombra.
E sarà primavera per sempre.